Cimitero Militare Italiano Wegscheid/Kleinmünchen 12.10.2012 SE Ambasciatore d’Italia a Vienna Eugenio d’Auria

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Programma invito Feltre 2012

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21° Incontro Italo-Austriaco della pace 12 ottobre 2012

21° INCONTRO ITALOAUSTRIACO DELLA PACE 
A RICORDO DEI CADUTI E DELLE VITTIME CIVILI DELLA GRANDE GUERRA

Venerdì 12 ottobre 2012 – Il Cimitero Militare Internazionale della Grande Guerra si trova ai margini della città di Linz, in località Wegscheid bei Linz, ma già nel territorio del comune confinante di Traun nella via: Lessingstrasse  34.

Nel Cimitero Militare Internazionale che era stato costruito a fianco dell’allora campo di prigionia, sono sepolti 5.163 soldati di varia nazionalità.

Nel riquadro italiano del Cimitero Militare  sono custoditi i resti mortali di 1.360 Militari Italiani, deceduti per tbc, tifo, colera e febbre spagnola o aggravamento a causa delle ferite.

Per il malati più gravi presenti nei vari campi  di prigionia della Regione dell’Alta Austria, come  Freistadt, Ebensee e Braunau am Inn,  era disponibile con più di  1.000 posti letto l’ospedale militare del campo di prigionia di Marchtrenk, nel cui Cimitero Militare Italiano ho organizzato nel 2009 un’edizione degli Incontri italo austriaci della pace.

Il Cimitero Militare Italiano di Wegscheid bei Linz/Traun è curato egregiamente dalla Croce Nera Austriaca dell’Alta Austria. 

Tutte le Delegazioni ufficiali presenti dei vari Stati e i singoli partecipanti al 21° Incontro italo austriaco della pace si troveranno nel cimitero militare internazionale di Wegscheid bei Linz-Traun già verso le 14.30 di venerdì 12 ottobre 2012. 

Alle 15.00 esatte uno squillo di tromba segnerà l’inizio del 21° Incontro italo-austriaco.

La Fanfara Militare Austriaca eseguirà gli Inni nazionali di Italia ed Austria.

Lo speaker del Comando Militare  darà un benvenuto bilingue ed elencherà le Autorità e le Delegazioni ufficiali convenute.

Seguirà il discorso di benvenuto da parte del Sindaco di Traun Ing. Harald Seidl.

La Fanfara Militare eseguirà un pezzo di carattere religioso.

Seguirà lo scoprimento del cippo con la targa metallica e testo bilingue a ricordo della 21° edizione degli Incontri italoauatriaci della pace e la relativa benedizione da parte del Vescovo emerito di Linz, il Benedettino Padre Maximilian Aichern.

Breve intermezzo musicale da parte della Fanfara Militare.

Discorsi ufficiali delle massime autorità italiane e austriache presenti.

Deposizioni delle corone.

La Fanfara Militare eseguirà a chiusura della cerimonia “Der Kamerad”.

Eventuale Fanfara Italiana presente potrà tranquillamente eseguire Il Piave o altro.

Alla manifestazione internazionale parteciperà anche il Coro Alpino Trentino di Gardolo( http://www.coroalpinotrentino.it/).

Verso le 16.20  la cerimonia ufficiale sarà terminata e i convenuti potranno visitare il Cimitero Militare, cercare sulle grandi targhe, poste all’interno della Cappella del cimitero, nomi dei propri parenti o concittadini, porre alla base dei ceri o dei fiori e sostare per dei momenti di commossa riflessione e di preghiera.

 

Mario Eichta   https://www.eichta.it/  FB  skype

 

Il Coro Alpino Trentino di Gardolo ospite della Birreria Forst di Trento

Il Coro Alpino Trentino di Gardolo è stato protagonista di una recente e suggestiva serata dedicata interamente allo storico Ristorante Forst ed al suo gestore, che da ben 35 anni è il  portavoce della tradizione enogastronomica trentina e della sua ospitalità.

Un grande omaggio canoro ed una significativa dimostrazione di stima sono state tributate dai coristi a Franco Oppici, ristoratore ed amico, con una carrellata di canti che hanno spaziato nel repertorio popolare più classico; la serata ha visto la gradita presenza di Sua Eccellenza il Prefetto e Commissario di Governo dott. Francesco Squarcina e del Questore di Trento dott. Giorgio Giacobone accolti dal Presidente Onorario del Coro Alpino, dott. Mario Eichta, organizzatore della serata.

Il Coro Alpino Trentino di Gardolo, nato nel 1967, fonda il suo repertorio canoro nella ricerca delle radici storiche e popolari della tradizione trentina; la sua attività è stata costellata da numerose partecipazioni pubbliche nel territorio nazionale e anche da molte trasferte in Austria e in Germania, ove il Coro Alpino ha intensificato i legami con le città di Altdorf e di Schwabach, vicino a Norimberga.

Ultimamente, con il supporto del Presidente Onorario Comm. Mario Eichta, che coordina l’attività del Coro da 35 lustri, il Coro Alpino Trentino di Gardolo, ha perfezionato ulteriormente il repertorio ed implementato l’organico, e sotto la direzione del maestro Franco Tommasi, si appresta a festeggiare il 45 esimo di fondazione.

Il Colonnello Schuster riceve un ambito riconoscimento

All’ambasciata italiana di Vienna, con sede nel palazzo Metternich, l’Ambasciatore Eugenio d’Auria ha conferito al Colonnello Friedrich Schuster, presidente della Croce Nera dell’Alta Austria, l’Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

Alla cerimonia erano presenti da parte austriaca numerosi Alti Ufficiali e anche il Presidente Nazionale Peter Rieser e il neo Segretario Generale della Croce Nera Austriaca, Colonnello Alexander Barthou, accompagnati da Mario Eichta, loro rappresentante in Italia.

L’associazione Croce Nera d’Austria dal 1919 si occupa, in collaborazione con il Ministero della difesa Austriaco, di conservare la memoria dei caduti nei conflitti militari e a tal scopo censisce i luoghi di sepoltura sia in Austria che all’estero, effettuando visite continue in cimiteri e sacrari militari.

Da parte italiana tutto lo staff dell’Ambasciata con il primo Consigliere Sergio  Pagano e l’Addetto Militare Gen. di B.  Roberto Azzolin.

Sia Schuster che Eichta sono particolarmente conosciuti da anni per il loro costante impegno, anche  nell’Alto Vicentino, per il mantenimento dei cimiteri militari e per il doveroso ricordo di tutti i caduti e delle vittime civili della guerra; il tutto in collaborazione con i Comuni e le  con le Associazioni Ex Combattentistiche.

Monteberico 163 anni dopo

Monte Berico, una manifestazione commemorativa in ricordo della battaglia del 1948

Monte Berico, 09/10 giugno. – Nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario dell’Italia Unita, a Monte Berico si sono susseguite una serie di appuntamenti il cui denominatore comune è stata la commemorazione storica della battaglia di 163 anni fa, che durante la Prima Guerra d’Indipendenza valse a Vicenza la prima medaglia d’oro per la difesa attivata dai patrioti vicentini contro l’esercito austroungarico.

In ricordo del 10 giugno 1948 Vicenza e la sua cittadinanza hanno rivissuto la giornata più gloriosa della propria storia risorgimentale, attraverso l’evento “Città di Vicenza 10 giugno 1948-2011”. Una manifestazione che si è divisa in due momenti, la mattina hanno trovato spazio le cerimonie ufficiali di commemorazione, mentre dal tardo pomeriggio si è festeggiato l’anniversario della polizia locale a cui è seguita una vera e propria festa, culinaria e musicale, all’insegna del tricolore.

Mario Eichta ha partecipato alla commemorazione indossando l’uniforme storica, con lui anche il Colonnello Barthou, il Generale Brig. Kaser, e Luogotenente Schober, il Maggiore Generale Eberl e sei Kaiserjaeger. La cerimonia è iniziata alle 17:00 di giovedì nove giugno, con la deposizione della corona al cippo, vicino al museo del risorgimento, che testimonia la morte in battaglia del Colonnello von Kopal, mentre alle 18:30 in compagnia del sindaco di Costabissara e ai fanti, altre corone sono state deposte presso il monumento ai caduti.

Il giorno dopo, venerdì dieci giugno, la manifestazione è proseguita con gli onori alla bandiera e ai caduti, siano stati italiani o austroungarici, si sono susseguiti poi gli interventi delle autorità e la Santa Messa in Basilica in suffragio dei caduti.

Si è conclusa così la due giorni vicentina dedicata al ricordo di quanti hanno dato la vita per un ideale, di chi ha combattuto per la libertà di una nazione, dando il proprio contributo nel scrivere una delle pagine più importanti della storia d’Italia.

Bassano del Grappa – consegna tessera A.N.E.I.

Mario Eichta riceve la tessera di Socio Onorario dell’Associaziona Nazionale Ex Internati.

È avvenuta a Bassano del Grappa la consegna a Mario Eichta della tessera di Socio Onorario A.N.E.I. (Associazione Nazionale Ex Internati), nata con lo scopo di assistere e non solo attraverso mezzi materiali, tutti coloro che, civili o militari, conobbero lo strazio dell’internamento, in Germania o altrove, ad opera delle autorità naziste o fasciste, dopo la firma dell’armistizio nel 1943.

A consegnare la tessera è stato il Presidente Comm. Pietro Piotto, alla presenza di un altro socio A.N.E.I., il Comm. Armido Cogo di Breganze, il primo ex prigioniero in Germania, il secondo in Austria, entrambi carissimi amici di Mario Eichta, sempre presenti alle commemorazioni e cerimonie che lo vedono protagonista.

Un riconoscimento questo che per Mario Eichta assume particolare importanza, poiché riporta ala mente il ricordo del padre Luigi internato durante la Grande Guerra a Katzenau e successivamente confinato a Hollabrunn.

Il ricordo della condizione degli internati è fondamentale per conservare la memoria di quanti, attraverso il loro sacrificio, hanno offerto un contributo importante alla lotta per la Resistenza permettendo così la rinascita dello stato italiano.

Congresso Nazionale A.N.E.I.

Il congresso Nazionale A.N.E.I. tenutosi a Padova lo scorso 25 settembre ha visto la presenza di Mario Eichta, il quale con il presidente Avv. Grand Ufficiale Raffaele Arcella e il Vicepresidente Comm. Pietro Piotto, hanno ricordato quanti, dopo l’8 settembre 1943, sebbene prigionieri dei Nazisti, si opposero a collaborare con Salò.

L’A.N.E.I.(Associazione Nazionale Ex Internati I.M.I.: Internati Militari Italiani – Italienische Militare Internierten) è un ente costituito dai reduci dei lager nazisti che ha come fine ultimo il sostegno morale e materiale di ex internati in Germania o altrove dopo l’otto settembre 1943.

Preziosa testimonianza di un recente passato è il museo dell’internamento di Padova, aperto nel 1955 e ristrutturato nel 1999, in collaborazione con l’A.N.E.I. il Comune di Padova e la Regione Veneto; racconta la dolorosa esperienza dei militari italiani internati, allargando la propria indagine all’internamento nazista nel suo complesso.